Writing by ghitax on Thursday, 24 of January , 2008 at 3:42 pm
Sono lusingato per l’interesse mostrato per il nostro vecchio paese con i vostri commenti, pieni di genuino orgoglio siciliano.
Mi piacerebbe riportare in questo blog tutte le new che riguardano Poggioreale Vecchio, in modo tale da rendervi partecipi dei problemi e delle possibili soluzioni.
A breve pubblicherò un progetto dell’Università di Palermo,
è una prima idea per una soluzione possibile.
Sarebbe bello riuscire a coinvolgere in un progetto di rinascita tutti voi che spesso dimostrate di amare il nostro paese più di noi stessi; ognuno di voi potrebbe investire per il recupero di una abitazione civile e diventare proprietari dell’immobile, in estate Poggioreale vecchio potrebbe rivivere come nel passato con gli antenati dei vecchi abitanti.
Si potrebbe inoltre, sentire Robert Lowry che già sta facendo qualcosa, per una pubblica sottoscrizione di fondi, senza firmare niente, senza un impegno ufficiale e senza mettere una dollaro, potrei in una pagina di questo sito riportare il nome, la citta, l’email di tutti coloro che vogliono partecipare a questa iniziativa, riportando il contributo che sarebbero disposti a mettere, a cominciare da me stesso; potrebbe scuotere le coscienze dei politici locali e regionali.
Fatemi sapere cosa ne pensate.
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I am gratify by the interest shown for our old country and for Your comments, filled with genuine Sicilian pride
I would like to mention in this blog all new concerning Poggioreale Vecchio, so that you know problems and possible solutions.
In the near future publish a plan of the University of Palermo,
Is a first idea for a solution.
It would be nice involved in a project of rebirth all of you who often proved to love our country more than ourselves, each one of you could invest in the recovery of a civil house and become owners of the property, in summer could revive old Poggioreale as in the past with the ancestors of the old people.
One could also hear Robert Lowry, already is doing something, for a public subscription fund, without signing anything without an official obbligation and without putting a dollar, could one page of this site contain the name, city, email everyone who wants to participate in this initiative, bringing the contribution that would be willing to offer, starting with myself, could shake the consciences of local and regional politicians.
Let me know what you think.
Category: Appunti
Writing by ghitax on Monday, 21 of January , 2008 at 3:18 pm
15 gennaio 2008
- “Hai sentito che al paese vecchio sta crollando una casa vicino la piazza?”
- “Ma dove?”
- “La casa all’angolo della piazza,
in occasione delle manifestazioni per i 40 anni dal terremoto, eravamo su per assistere all’esercitazione della protezione civile e …” Ops…! troppo tardi, andata…!
la piazza è irreparabilmente sfregiata, l’ennessimo atto della lunga agonia di un paese morente.
Tanta è la rabbia ed il senso di frustrazione per un declino progressivo che sta cancellando un posto unico al mondo, capace di emanare un atmosfera magica, un senso di malinconia che ti porti dietro in macchina quando vai via;
nessuno riesce a trovare la formula per tenerlo in piedi, per conservarlo non dico integro ma almeno imbalsamarlo così come si trova.
domenica 20 Gennaio 2008,
40 anni per assistere alla distruzione di un centro urbano,
a dimostrare come a volte l’abbandono è peggio di un bombardamento aereo del ‘45.
Perché una cosa va detta, che spesso si preferisce ignorare o “non ricordare”,
il terremoto del ‘68 ci aveva restituito un paese pressoché integro, la casa di mia madre in via Aragona, era perfettamente abitabile, e così decine, o meglio… centinaia di edifici.
Bisogna dirlo che la facciata della Madrice era ancora in piedi, che solo circa il 10% degli edifici aveva subito dei danni più o meno seri.
Che tutti gli edifici del Corso Umberto I all’indomani del terremoto erano perfettamente in piedi, con annesse porte e finestre, che per andare a S.Margherita Belice l’unica strada era quella che attraversava il vecchio centro lungo il corso fino alla piazza e poi in alto a destra lungo la via Santa Margherita.
Bisogna dire che fino all’82, anno in cui realmente la Comunità abbandonò la baraccopoli per scendere a Valle nel nuovo centro, si poteva fare tanto per il paese, che questo processo di rapido disfacimento ha avuto inizio in quel tempo,
quando la gente e le amministrazioni che si sono succedute, una volta spostatesi nel nuovo centro urbano, distante diversi chilometri, abbandonarono definitivamente all’oblio e allo sciacallaggio il vecchio centro,
Giorno dopo giorno, gente di fuori, armati di tutto punto con camion, ferri del mestiere, si portavano via balconi, inferriate, colonne, porte, finestre e tutto quanto potesse avere un minimo di valore al mercato delle pulci.
Ho sentito da qualche parte che all’indomani del terremoto i militari avrebbero voluto buttare giù alcuni edifici ritenuti pericolanti con la dinamite, ho sentito di gente di Poggioreale che si oppose strenuamente alla scellerata idea, dicendo che avrebbero dovuto far saltare in aria anche loro insieme al paese, pensandoci oggi, quale sacrificio inutile…
Un altro fronte si è aperto in Corso Umberto a fianco alla Chiesa di S.Antonio:

Non è l’effetto di un “grandangolo”, l’edificio si sta schiacciando sotto il suo stesso peso,
qualche altro giorno di pioggia e crollerà tutto con il rischio che si porti dietro anche la chiesa di S.Antonio.
Category: L'Abbandono
Writing by ghitax on Sunday, 6 of January , 2008 at 10:41 pm
Mi trovavo in piazza Elimo in occasione della Pasquetta 2007 in compagnia di Robert Lowry a dibattere sull’abbandono del vecchio paese di Poggioreale, e su quanto andrebbe fatto, si parlava di come lo abbia ritrovato pericolosamente disastrato, rispetto all’ultima volta che dal Texas venne a Poggioreale; noi che viviamo questo lento e inesorabile deterioramento quotidiano, non avvertiamo la gravità del problema.
Nel frattempo Flor si allontanava verso i vicoli più impervi armata di Nikon e di una considerevole dose di incoscienza, riportando nei suoi scatti un quadro che, Ahimé, era fin troppo fedele all’analisi di Robert.
negli ultimi anni effettivamente il processo di deterioramento dei fabbricati si è accelerato enormemente, e credo che difficilmente il paese possa sopportare altri quindici anni di oblio.In particolare gli edifici e le strutture più rappresentative sembrano stare in piedi per miracolo, sembra quasi che basti un soffio di vento per venire giù.
Allo scopo di rendere bene l’idea dello sfacelo che si sta consumando sotto gli occhi di tutti (non dico indifferenti, ma per lo più tristemente rassegnati) riporto alcune foto scattate in periodi diversi:
Il Campanile della Madrice:
visto dal lato Nord - Nord Ovest

la frattura sulla sommità è visibilmente aumentata ma soprattutto si nota un ulteriore pericolosa flessione verso l’interno della Chiesa, dovuta alla pressione esercitata dalla parete immediatamente adiacente.
Ancora più precaria è la situazione nel lato orientale, interno alla chiesa, si notano in particolare tre punti critici che minano la stabilità della struttura:

Sarebbe opportuno intervenire con la massima urgenza per puntellare il campanile ed evitare il collasso della struttura sopratutto con il sopraggiungere delle piogge invernali che di anno in anno si portano via case su case.

Anche il lato sud presenta due punti critici
si nota chiaramente una frattura nel lato sinistro mentre la sommità sta perdendo pezzi.
Impressionante è il danneggiamento subito nel tempo dalla Madrice nel suo complesso
se si considera che all’indomani del terremoto addirittura era in piedi la stessa facciata,
a) Madrice prima del terremoto

b) Matrice all’indomani del terremoto

c) Madrice nel 1985
(3 anni dopo il trasferimento totale dalla vicina baraccopoli al nuovo sito più a valle)


da notare che è ancora in piedi un’arcata della navata centrale, ma soprattutto sono ancora in piedi, prima del saccheggio selvaggio degli anni ‘8o, le colonne barocche dell’altare maggiore.
d) Madrice nel 2006


Scompare definitivamente l’altare maggiore e le sue colonne (presumibilmente trafugate), la parete Nord è definitivamente crollata.
Adesso proviamo ad immaginare la piazza del vecchio centro così:

o un panorama del paese senza campanile:


Category: L'Abbandono